Architettura

Pur essendo fornita dei necessari locali tecnici atti al corretto svolgimento di tutto il ciclo di operazioni legate alle onoranze funebri ai defunti, la casa del commiato Anibaldi va oltre il mero approccio funzionale al tema.

Frutto di una precisa teorica concretata nella pratica come una concatenazione di ambienti totalizzanti – mai neutrali – da attraversare, la casa del commiato accoglie il visitatore in una dimensione confortante resa possibile da una sobria ma accurata sala d’aspetto.

Quest’ordine di cose è spezzato dall’irruzione del corridoio nella sala, un silenzioso e obbligato passaggio in penombra che lo separa, attraversando lo specchio, dalla precedente ordinarietà, aiutandolo nel raccoglimento e conducendolo alle due camere ardenti.

Un semplice gesto, lo scostamento di un velo, e il visitatore entra in questi ultimi grandi ambienti, avvolgenti e luminosi, apparentemente senza pareti, senza ordinata gerarchia ma ricchi di suggestioni sinestetiche e relazioni dialettiche. Pensati per aiutarlo nel rito di fondersi emotivamente all’altro, venuto a mancare all’affetto dei suoi cari, ma pur sempre ancora parte integrante di un tutto che non è il riflesso del divino ma il divino stesso: ascoltate l’acqua che scorre. Seguite il suo fluire. Guardate l’albero.  (Arch. Gabriele Marinelli)

 

Print